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I am the number 666 I am evil _ |
Argh
ho tempo libero, il cd nelle cuffie, perchè non recensire. Dopo tanto tempo.
Concrete block - down with madness
La formazione non ha granché bisogno di presentazioni, formata da pezzi decisamente grossi (anche fisicamente) della scena musicale torinese, capitanata da Saverio Woptime, quindi passiamo immediatamente al cd. Prego scuotere le membra come tarantolati al leggere codesta recensione ascoltandosi qualche lieve sample qui.
La prima volta che li ho visti ero lì per caso. O meglio per un concerto dei Cripple Bastards. Non avevo mangiato, avevo ore di viaggio sulle spalle ed ero distrutto dalla notizia del concerto mezzo a puttane. Eppure riuscirono a meravigliarmi. Dopo qualche mese, mi ricordai di loro. Un flash. Vidi che c'era un loro concerto. Ci andai, e diedi tutto. Diedi anche mi pare dieci euro per il pezzo di plastica che mi gira nel lettore. Non mi pentii. Se i nomi Sick of it all e Madball vi dicono qualcosa, e il termine "thrash metal" vi dice anche lui qualcosa, allora vi basterà amalgamare le due cose con cadenza perfetta ed evidente esperienza per capire cosa intendo nel dire che questo cd è il meglio. Altrimenti, vi basti come spiegazione il fatto che ci troviamo di fronte a un miscuglio con dosaggio alla frazione di secondo di esaltazione da mosh pit e attacchi di ferocia verbale corale organizzata con tanto di dito puntato o mille pugni al cielo. Non manca tra l'altro un abbozzo di headbanging in alcune discrete parti, Unconditioned per esempio è uno di quei pezzi che un tantino la richiamano, l'abusata coreografia metallara.
This kind of pain feels so true, this kind of pain feels so cruel.
La voce è inconfondibile, i testi anche. Difficile ritrovare qualcosa di altrettanto convincente in zona Italia HC, se non nelle due voci dei Payback, per quanto ne ascolto io. La classica voce grattata/oi di Saverio conferisce sempre quel tono incazzoso, che nemmeno i malati testi di Mariottide potrebbero alleggerire. E diciamo che nel caso dei Concrete appesantiscono i testi, eccome. Discreto peso a pezzi come Rise and Fall, e Down with Madness.
Unico pezzo dolente a mio parere è Housebound, non riesco proprio a farmelo piacere, per quanto abbia una notevole parte mosh per il resto è un pò troppo dalla parte del metallo, ma è questione di gusti.
Insomma, un acquisto consigliatissimo, al primo banchetto della distro che vi capiti a mano.
