Sharphead in Sapida serata quella...
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EsIstEgal in Sapida serata quella...
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I am the number 666 I am evil _ |
Ministero dell'inferno, impara.
La voglia è poca ma certi eventi me li devo segnare per dovere di cronaca.
Brescia è una città umida e calda. E su questo non c'è dubbio. Ho avuto culo che ho dormito da amici, quindi sono arrivato nell'area della festa di radio onda d'urto dopo una cena abbondante alle 22, accorgendomi che i Payback avevano già suonato e bestemmiando per questo. Però mi riprendo subito dando uno sguardo in giro, e notando la quantità di gente presente. Becco varia gente, il solito Luca, il Lino che è forse l'unica persona di Morbegno che ancora mi rivolge la parola, e vari individui torinesi. Salgono sul palco i diavoli americani. Tempo di sbolognare gli occhiali al tizio del banchetto dei Payback, gentilissimo, e rovino nel mosh. La serata è calda, le canzoni le conosco sì e no, però riesco a farmi del discreto male e a cantarmi tutta Gotta Go (trallaltro le telecamere han ripreso il pubblico, se vi capita sottomano il video e vedete uno a dorso nudo in prima fila sono io), e son soddisfazioni.
*fade*
Lunedì 17. Death Before Dishonor, valgon bene una bella camminata dalla stazione di bologna al Lazzaretto. Arrivo lì, mi siedo, e aspetto. Passano i gruppi spalla, ottimi i 400 colpi, e già sul penultimo gruppo comincio ad avere dei brutti sospetti. Braccia. Troppe braccia mulinanti. E gente che può avere al massimo una sedicina d'anni. Ho paura di fargli male. Mi dico "dai per i DBD qualcuna ltro si muoverà... O no?"
...O no.
L'Olanda insegna. Mulini a vento. Ma che cazzo è possibile che nessuno si muova? Mi incammino per il "pit", spintono gente, faccio gesti espliciti per incoraggiare la partecipazione, ma nulla. Ma che è, porco dio. Arriviamo quasi a fine che cerco pure la rissa, spingendo la gente che si fà i cazzi propri, ma, come Piacenza insegna, se uno è lì per farsi i cazzi propri, è lì per farsi i cazzi propri. Mi viene in mente il paragone che feci due settimane fà, e si adatta perfettamente alla situazione: un concerto del genere è come entrare in un club di scambisti e vedere che tutti, nessuno escluso, si stanno facendo le seghe. Porca madonna. Alle tre passate, vagamente scoglionato, torno alla stazione, piglio il treno di un quarto alle sei e tornato a Prato carico il mio culo sulla panda, piglio due paste in repubblica ed eccomi qua.
Frammenti di vita ora e per sempre.
The day after...
Quando oggi ho aperto lo zaino, mi è venuta in mente una certa scena storica del cinema trash. Sei maglie intrise di sudore per una due giorni da paura.Partenza da Prato sotto un sole che spacca le pietre, guido coi guanti la mia panda e in tutta scioltezza (nel senso che mi stavo sciogliendo) arrivo facile facile fino a Pinarella, dove Incubo (conoscenza di anitca data) mi attendeva felice e soddisfatto della quantità di allegre donnine che gli hanno ronzato intorno (in realtà bestemmiava perchè è arrivato presto, ma che ce voi fà, aò). Qualche chilometro e decina di minuti davanti siamo bell'e sudati davanti al Rock Planet, a chiacchierare in allegria. Vedo Saverio, vedo Luca dei Payback, varie facce conosciute, ribeccherò anche Luca di Cremona dopo il concerto. E chiacchiera che ti chiacchiera vengono le ore tarde, e le prime brutte sorprese della serata. Sì, perchè noi che eravamo lì dalle otto, prima dell'entrata tra tutta la fila che c'era ci si becca il controllo dello zaino due volte (citando la guardia, "Questo c'ha un alimentari nello zaino"),e ora che siamo entrati scopriamo che il gruppo spalla sta già suonando. Ma porco dio. Visti loro, che non eran poi malaccio, mollati gli zaini al guardarobista, veniamo a sapere che i madball sono in ritardo. Alé. Per farla breve e tranquilla, i MadBall arrivano tanto in ritardo, fanno una quindicina di pezzi, passando quasi tutta la loro carriera da Ball of Destruction a Infiltrate the System,e ce n'è per tutti. Si mosha discretamente bene nonostante le transenne e lo spazio abbastanza contenuto. Make no mistake, you're the enemy, make no mistake, you are my enemy. Adoro i Madball. Parte due della serata, le ulteriori sorprese spiacevoli regalateci dal Rock Planet: il guardarobista mi si frega due euro, si vede che lo pagano poco e arrotonda chiedendo due volte i soldi, pezzo di stronzo, e poi arrivano i nazi, e la discodance, e il posto si riempie della peggio merda dell'umanità. Dei romani escogitano uno stratagemma per trovare una casa dove imbucarsi, ma va tutto in mona, così a una certa ora torniamo verso la stazione, fermandoci sulla via per magnarci un paio di tocchi di pizza. Una dormitina sulle panchine, un pò sulle sedie dentro, e siamo pronti a partire per il profondo nordest, Venezia bella mia che sei una città bruttina per quel che ho visto di te ma mi porti sempre fortuna. Ce ne andiamo belli belli (sudati) verso Forte Marghera, a piedi col caldo e il sole e le bestemmie a portata di labbra. Gioite amici perchè dio è porco. Arriviamo che semo già avanti con la scaletta, tipo al quarto gruppo, e fino agli Inhale you Hate ci sbrachiamo a un tavolino perchè "gnaafamo". I concerti procedono tranquilli poi, costellati da tentativi miei e del burinaccio de Roma di vivacizzare la serata lanciandoci l'un l'altro contro il pubblico, veramente troppo statico, perchè insomma un pò di tecnica è bella da vedere ma il troppo stroppia. Qualche legnata, diversi Circle, un Wall of death e un gruppo emo orribile dopo siamo arrivati a fine magliette asciutte ed enerie. Ci apprestiamo ad implorare un passaggio in stazione ai passanti, e di nuovo venezia si dimostra prodiga di fortuna. Infatti troviamo i ragazzi del banchetto della VEHC che ci liftano fino in stazione incuranti dell'odore di selvatico che emaniamo, così stiamo tranquilli un paio d'ore in stazione, poi pigliamo il notturno, e per farla breve io son qui a scrivere e il folle romano immagino sia a casa a dormire. Per ora è tutto, conto di rivedere altri mattoidi in allegria dalle parti di Brescia il 14 del mese corrente, perchè dio è porco ma non così tanto da riuscire a farmi saltare Payback e Agnostic Front nella stessa serata, diamine.
Ho sonno.