Riflessioni e Cagate... Sì è uguale

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venerdì, 31 ottobre 2008

Ebben sì, colpito dalle richieste di spoiler e vista ormai l'ora tarda spoilererò allegramente il nostro cosplay dell'anno per Lucca comics 2008: quest'anno sarà... Sarà...

Ebbene sì, sarà Black Lagoon.

Rifatevi gli occhi domani. E mi raccomando, mandate le foto che fanno sempre piacere.

Postato da: Sharphead a 19:56 | link | commenti (3) |

domenica, 26 ottobre 2008

Uh, mi sono ripulito, mi sono sistemato, ho mangiato, non ho dormito e quindi sono in grado di scrivere. E scrivo grazie a Vicenza. Grazie della gran serata. I miei timori si rivelarono infondati nel momento in cui si alzarono le prime note e già tiro una testata alla v-guitar. Dolore. Da lì in poi è un crescendo di mosh, buona musica, lividi, salti, cazzotti, testate, pedate. Insomma, il solito, ma con più vigore, più partecipazione. Grazie, Vicenza. Grazie anche per i tuoi scippatori che derubano una prostituta del suo incasso, del suo siriano (un altro siriano! Così ne conosco uno in più!) che con me decide di darle una mano (quel che si può, si cerca di toglierla un momento dal panico), chissà se la donnina è ancora viva. Grazie delle notti bianche che finiscono all'una donandomi un pò di momentanea compagnia. Vicenza è una grande città.

Postato da: Sharphead a 17:25 | link | commenti (7) |

giovedì, 23 ottobre 2008

Che poca voglia di farne. Posterò qualcosa di intelligente, in un periodo compreso tra oggi e il 20 dicembre 2012. Ricordatevelo.

Postato da: Sharphead a 09:41 | link | commenti (6) |

giovedì, 16 ottobre 2008

Cazzo ma è morto Haider, stappiamo!

Postato da: Sharphead a 17:44 | link | commenti (12) |

martedì, 14 ottobre 2008

http://www.myspace.com/businessoi

donna, guarda le date italiane e odiali.

Postato da: Sharphead a 09:54 | link | commenti (1) |

lunedì, 13 ottobre 2008

Alla fine mi son dato al contest dei violent sutura per una copia aggratis del loro cd.

La foto in questione


Altre foto del mio giocattolino nuovo...

Senza sicura
Vista totale

Avevo fotografato anche lo smontaggio da campo ma è venuto sfocato da morire.

Postato da: Sharphead a 08:56 | link | commenti (19) |

venerdì, 10 ottobre 2008

Che triste alzarsi al mattino e vedere i colleghi ancora ubriachi dalla sera prima, quello che va a vomitare... Sono cose che non capirò mai queste.

Postato da: Sharphead a 08:27 | link | commenti (5) |

giovedì, 09 ottobre 2008

Argh, che sonno. Sta settimana torno tranquillo a casa, a sistemare il blocco delle mie armi da fuoco. Parola d'ordine, cazzeggio libero. E' un pò che non mi lascio andare al poltrire più profondo, e ho anche un paio di sparatutto nuovi nuovi di cui abusare, quindi... Scazzo.
Per l'intanto, direi che il finesettimana a Torino si è rivelato proficuo, il concerto che avevo nominato per scherzo si è rivelato meno scherzo del previsto (ci siamo andati) e ottimo come da fucktotumiana tradizione, risate d'obbligo. Lo scazzo mi impone di abbandonarvi ora, dopo circa venti secondi di scrittura. Qualcuno ha voglia da prestarmi?

Postato da: Sharphead a 10:35 | link | commenti (2) |

mercoledì, 01 ottobre 2008

Col passare dei giorni sento che tutto ciò che ho fatto svanisce, viene sminuito dalle ore che passano. Ma certe cose, no, non si dimenticano. Le ore passate a parlare, discutere, confrontarsi con qualcuno che sa, che pensa, qualcuno con cui si condivide qualcosa di più di un semplice rapporto obbligato.
Ma veniamo a noi.
Opera di censura sarà applicata a causa della mia memoria fallata come al solito. E' inutile, sono troppo rimbambito. A ogni modo, cronologicamente parlando:
venerdì 26/09/2008
Torno a casa distrutto dal classico viaggio di ritorno da Trento, e guarda un pò, ben sapendo che i due giorni successivi saranno dedicati all'autolesionismo, cosa decido di fare? Ovviamente di iniziare bene il finesettimana, andando a concerto dei Red Blood Hands a qualche chilometro da casa mia. Non mi dilungherò, perchè tutti possono capire qual'è la qualità del pubblico nella mia zona, quando poi il locale è pure un buco. Mi son fatto tutto il concerto seduto. Pollice verso per i concerti in valle. Torno a casa tardino, e mica vado a dormire, no, resto a cazzeggiare come un cretino fino a tardi, tanto nei due giorni successivi avrò ben tempo di dormire (ah-ah-ah ._.).E ormai siamo già al
27/09/2008
"Oggi è il grande giorno, la rivolta è cominciata". Diciamo così, visto che era praticamente da luglio Rise che non mi facevo una bella concertata. Luglio che non mi ha insegnato niente, perchè dovrei ben sapere che a star in culo muoversi comporta il suicidio. E infatti parto subito con una bella tornata di chilometri, giusto per farci il gusto, E neppure per il concerto, ma per risolvere l'incresciosa telenovela che ho portato avanti per mesi coi carabinieri per registrare il fucile nuovo (con mio enorme dispendio di tempo e danaro). Non mi dilungherò su questa faccenda, dirò solo che sono arrivato in ritardo in stazione e non ho nemmeno potuto mangiare o lavarmi. I miei amici in divisa. Parto senza la minima idea di come mi andrà a finire, con il cibo, con il sonno, con tutto insomma, come al solito. Alla faccia della vita di certezze. Arrivo a Cremona che sono ormai le sei passate, mi fermo a fare scorta di rattoppi al primo supermercato e arrivo al Dordoni. Scopro con discreta meraviglia che buona parte degli abitanti del luogo si ricordano di me, i vede che le mie occhiaie restano impesse. Alle solite, mi siedo da una parte  e mi godo le più trucide cazzate da preconcerto (cosa che tutti o quasi si perdono senza saperlo), da Saverio che canta Mariottide alla versione croata di una canzone di Nek esportata dai folli di Samobor, alle canzoncine romantiche intonate sempre dai Samoboys durante il check, alle prese per il culo tra loro e il Giulio (le ragioni penso che ormai le sappiamo tutti). Rivedo gente di tutti i tipi, dai responsabili del Dordoni ai gruppi alle solite fie al batterista dei canchers, e mi rendo conto che nonostante tutto per me non è ancora diventata una routine la comunicazione, per quanto con certe persone mi venga più naturale che con altre. E quelle che incontrerò nel mio viaggio verso il raffreddore sono più certe, che altre. L'ora del macello arriva in fretta, cominciamo con i Cain, gruppo che pare appassionare un paio di individui decisamente ubriachi, tanto che alla fine uno di essi salirà sul palco facendo danni (che peraltro ripagheranno altri, perchè lui collasserà poco dopo all'esterno del Dordoni). Il resto del primo gruppo passa in tranquillità, passa il giusto tempo, ed è l'ora dei Concrete Block. Non devo ripetermi a riguardo, ritengo che siano il miglior gruppo hc italiano attualmente in circolazione, mi piacciono e mi diverto in quello scarso mosh che si forma sotto il palco. Sì scarso, perchè della capacità della sala del Dordoni ci sarà massimo un terzo delle persone. E già da lì comincio a sentire qualcosa, che si concretizzerà con la fine del concerto dei CBlock: la gente se ne sta andando. Non tutti ma tanti. E infatti ci ritroviamo, scena già vista, in due sotto il palco dei Deafness by Noise. Tristezza. Concerto stupendo, un pò sick of it all un pò gorilla biscuits, gruppo di gran qualità comunque, consigliato l'ascolto asolutamente. A fine concerto mi compro una loro maglia e i due cd, ma mi rendo conto che della maglia, per la prima volta nella mia carriera, non ne avevo bisogno: non ho sudato. Assurdo. Il Dordoni mi perde qualche punto sui concerti HC. Passo il tempo fino alle tre parlando con vecchie e nuove conoscenze, faccio una lunga e divertente chiacchierata con il bassista dei DBN mai visto un mancino con il cinque corde peraltro, cazzeggio con i soliti individui e con qualche panc di Lodi in trasferta, assisto al recupero con difficoltà dell'assurdo tipo ubriaco da parte del patrigno, torno in stazione da solo ed incontro lì un paio di individui già visti al concerto, dormo un pò fuori e un pò dentro beccandomi tanto di quel freddo che a pensarci mi prende male, peraltro essendo le panchine di pietra mi trovo in eredità tuttora diversi doloretti, sto veramente invecchiando. La mattina prendo il primo treno per la città delle meraviglie, Torino legge di strada Torino romanzo rosa. Ed eccoci in pieno nel
28/09/2008
La giornata comincia con me che scendo dal treno e mi incammmino verso il mitico United. Cammino, cammino, cammino. Memoria fotografica di strade e ponti e luoghi. Alle 11 sono lì, e mi chiedo pechè diavolo ci sto. Mangio qualcosa (il mio stomaco reclama, cazzo) dopodiché dormicchio un poco sulla soglia. Verso mezzogiorno mi metto a camminare per un pò, mi godo cinque minuti di partita di calcetto 3 contro 3 tra attempati e grassocci immigrati (paki?), noto sotto la panchina dove sto seduto simpatiche siringhe e macchie di sangue e decido di tornare allo United. Che è aperto.  Tempo di fare una telefonata alla donna, e vedo entrare una mezza dozzina di individui di colore che parlano uno strano inglese. Mi chiedo che diavolo succede, e la spiegazione mi verrà fornita poi dall'uomo-United, il Mast-hell, che mi comunica che la domenica lo United affitta lo scantinato a quegli strani individui per funzioni religiose fanatico-cattoliche. Peraltro, a una certa si mettono a cantare e scopro che devono averli scacciati dalla Nigeria per manifesta incapacità nel canto - gli unici neri stonati li abbiamo noi, per parafrasare la Gialappa's. Il M-H mi offre un panino, e come cacchio lo rifiuto ho lo stomaco che urla vendetta. Mentre mangio sento urla sguaiate provenire da una stanza e altre urla in coro di risposta, presumo stessero esorcizzando qualche bambino, mi aspettavo di veder uscire da un momento all'altro dalla stanza il Burzum di turno, ma ne escono solo madri e bambini. Sfiga. Il tempo passa, due chiacchiere e qualche cazzata, e arrivano le quattro. E non c'è ancora nessuno, siamo io e altri due, i gruppi arrivano un pò quando riescono, i burial ground e i destroy babylon e i collision of my axioms. Con qualche ritadro leggerissimo partono i burial ground, frangette a gogo che si rivelano essere discreti pogatori/moshmen, si fà un pò di casino, anche con i collision of my axioms il pubblico un pochino c'è, leggero tracollo come mi aspettavo sui destroy babylon, ma del  resto è giusto che sia così, è un gruppo molto ideologizzato, da ascoltare più che darsele. E il pomeriggio finisce qui, due chiacchiere e dell'acqua. Si cena in allegria (mi faccio convincere a non mangiare carne...), dormo un pò da una parte, e ritorno in azione sulle prime note degli Oltrezona. Inutile dire che da qui in poi la qualità del mosh salirà esponenzialmente, l'esperienza si tocca quasi con mano, i ritmi degli Oltrezona sono qualcosa di scatenante a mio parere. E infatti è il solito mosh di buona qualità, ovviamente comparato alla media dei concerti a cui sono andato ultimamente è nettamente superiore, tanto che comincio a prendere qualche sonora legnata (livido sullo zigomo, livido abraso sul ginocchio) e a sentire seriamente il peso delle giornate trascorse. Nonostante ciò, arrivato alla fine, grazie anche a un rinvigorente wall of death, sono ancora pieno di energie e pronto a riaffrontare i Deafness by Noise. Concerto identico a quello della sera prima, il cantante è al livello di Jimmy G come qualità intrattenitiva, spettacoloso veramente il monologo antihiphop che precede fuck mtv, con tanto di coreografie allucinate coadiuvate dal pubblico contagiato dall'ironia del discorso. Si arriva sciolti alla cover/canzone finale, World Peace dei Cro Mags, e si poteva non aspettarsi un intervento sul palco di uno dei più grandi fans italiani dei Cro Mags, ovvero Saverio CB? Il muro vocale è paura veramente. Esaltazione. Vengo redarguito da un fratello del metallo che mi esorta a non massaggiarmi come se me le avessero date - magari me le avessero date, sarei stato meglio mi sa. Mi ritiro da una parte, e accade qualcosa che per una volta mi mette in difficoltà: mi si avvicina una blla sconosciuta che mi dice che "hanno deciso di regalarmi una maglietta". Gradirei fare lo sborone dicendo che me la sono cavata egregiamente con il mio savoir faire, purtroppo sono onesto e devo dire che di fronte a tre belle ragazze che mi dicono di volermi fare un regalo non posso che comportarmi in una maniera che dire impacciata è dir poco. Mi vergogno meno a trovarmi nudo davanti a una cameriera d'albergo che a parlare con tre ragazze, quanto sono carino ahahah! Ma basta sfottersi, torniamo a noi. Accetto di buon grado la maglietta (sono un pò a corto di danari, che strano) e torno ad attendere la degna chiusura di una grande serata, ovvero il momento dei Concrete Block. E salgono sul palco. Ed è la solita, giusta, devastante scaletta, e giù mosh, gente che balla, si canta, si urla, riesco a fare anche uno stage diving (io ci provo sempre, per fortuna trovo tutte le volte individui che raccolgono il mio invito a recuperarmi). Sulla chiusura abbiamo addirittura un pezzo bonus, evvai. E arrivo un'altra volta alla chiusura, e sono ancora vivo, che cazzo. E chi mi ferma mannaggia a cristo. Ancora chiacchiere, i dovuti saluti agli Oltrezona, ai Deafness che pongono un ritorno l'anno che viene tra le sicurezze, e infine i Concrete e il Mast. Ormai è l'una passata ed è l'ora di tornare, rotto, alla stazione. Sulla via mi fermo a cambiare scarpe (riesco a incastrare gli anfibi nello zaino, che nel frattempo si era anche mezzo scardinato) e compro qualcosa da bere, quaranta minuti di scarpinata e ci sono, è porta susa. E che mi colga il signore dio merda c'è un freddo che l'inferno sarebbe meglio decisamente. I tassisti c'hanno i piumini addosso, tanto per rendere l'idea. Cazzu cazzu. Dormo con la compagnia di qualche barbone e di un tipo di colore sulle scale del sottopasso, si aggregano prima un tipo con marcato accento sudista e poi un cinese che mi presterà un fazzoletto di carta (il primo di una luuuunga serie iniziata lì e che chissà quando finirà, raffreddore di merda, me lo son proprio cercato). Tiriamo le quattro e mezza col ghiaccio addosso, dopodiché entriamo e in qualche maniera prendo il treno, prima per Milano e poi per Trento, con le orecchie che fischiano e i primi lividi che si ingrossano, ma soprattutto con una crescente certezza che non esista un "chi me lo fà fare", esiste solo un "perchè lo faccio", e come ben sapete ormai la risposta a questa domanda è sempre "perchè posso... E voglio". Cazzo, se lo voglio. Più arcòr per tutti. Porcoddio.

Postato da: Sharphead a 22:58 | link | commenti (13) |