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martedì, 28 febbraio 2006

Dimenticai:

"le crude immagini di un uomo che si soffia il naso dimenticandosi il fazzoletto!!!

Postato da: Sharphead a 00:59 | link | commenti (2) |

lunedì, 27 febbraio 2006

"Anche gli infedeli bevono Mecca Cola". Con questa frase si concludeva la mia breve visita al cuore del mondo, Milano. Ma andiamo con ordine. L'idea di muoversi contemporaneamente era nata qualche tempo fà nella mia mente bacata pensando a recuperi di tempo e minor fatica per colei che tutte le volte si doveva fare centinaia di chilometri di viaggio per venire fin quassù. Allora si decise che poteva essere una buona idea quella di incontrarsi almeno a Milano. E così è stato. Con il contributo di icso si è trovato un due stelle in quel di Vimodrone, dove avevo già avuto il piacere di stare, e si è deciso di pernottare lì. All'ora della partenza mi sono ritrovato con una bella sorpresa: il sito di trenitalia non era aggiornato, e il treno era già partito -.- fatto sta che prendendo delle avvincenti coincidenze regionale-diretto con scambio a Lecco sono riuscito a giungere alla meta con "solo" un'ora di ritardo. Una volta lì, s'è cercato il vecchio icso per vedere che faceva, ma era occupato. Si risolse dunque di dirigersi vrso l'albergo ed attendere il giorno dopo per avere il piacere della compagnia dell'uomo icso. Alle 22:30 ci si risolve ad andare a mangiare, e dopo venti minuti di breve ricerca riusciamo a bloccare due abitanti locali e ad informarci riguardo l'esistenza di un locale aperto. Miracolosamente ci ritroviamo in un locale ASSURDO chiamato Busker. Questo ambientino è rappresentato da arredi e drappeggi in stile altoborghese, pizze a prezzo popolare e orribili concertini in ambiente chiuso a volume insopportabile. Giunti lì infatti ci troviamo davanti un cameriere (io ho detto subito "quest'uomo è un figo") che ci chiede se siamo lì per mangiare o per il concerto. L'ovvia risposta è "quale concerto?" Il megaschermo posto in fondo alla sala mi risponde: cover band di Vasco Rossi. Quale allegria. Ci sediamo al tavolo, ordiniamo, e nell'attesa della pizza vediamo entrare nel locale quattro buffoni di cui uno travestito da Vasco Rossi, lieti di offrire il loro contributo a rovinare la serata, già abbastanza guastata dalla pizza, che per me non era male, ma per la mia controparte femminile era forse "un tantino troppo" salata. Finita parte della pizza e perse tutte le otturazioni a causa dell'invivibile volume della musica (cover fate malissimo), ce ne tornaimo in albergo ridendo e scherzando, tirando fuori domande esistenziali quali "ma il fucile a pompa è un fucile a ricarica orale?" e realizzando che siamo dei dementi e non è il caso di far altro che dormire. La mattina dopo ci si alza consapevoli del fatto di essere tipo quaranta minuti in ritardo sul previsto orario di uscita dalla camera, ma giustamente speranzosi che l'albergatore non rompa i coglioni. Usciti, ci mettiamo a girare e cominciamo a fare la posta fuori casa di icso, scoprendo un parco interessante lì nelle vicinanze e quello che pare essere il ritrovo dei fattoni (una casa diroccata). Tiriamo le due, e guadagniamo finalmente la compagnia del grande uomo icso, anche se purtroppo solo per qualche minuto a causa dell'odiato lavoro. Cazzeggiamo ancora un pò per Vimodrone, e finiamo per dirigerci in stazione per rimediare qualcosa di commestibile. Per ns. enorme fortuna riusciamo ad infilarci nel locale doner kebab, che fà anche da macelleria islamica, e mangiamo copiosamente un kebab con della vera salsa piccante (na botta de vita), lei bevendo acqua, io sorseggiando Mecca Cola (:'D). Dopo ciò, ci ritroviamo di nuovo in stazione, decidiamo di uscire e starcene in piazza ad osservare dei finti skater suicidi vestiti in maniera oltremodo comica schiantarsi a terra ogni due secondi, a rischio di vita e rotule loro e dei passanti (noi compresi). Facciamo la conoscenza di Ale, un tipo di colore che pare conoscere tutti in piazza, troviamo l'onnipresente venditore di fumo e gli onnipresenti sfattoni in occhiali da sole. Fatto ciò, ce ne torniamo sconsolati in stazione, consci che il tempo è finito. Un treno per Terni mette fine alla nostra temporanea convivenza, e io me ne torno a casa. E ricomincia il countdown.

Postato da: Sharphead a 11:31 | link | commenti (1) |

sabato, 25 febbraio 2006

in attesa che quis legga il post sotto

 

http://blog.libero.it/Nikochan/view.php?id=Nikochan&msg=868418

Postato da: Sharphead a 00:06 | link | commenti (6) |

lunedì, 20 febbraio 2006

Un paio di citazioncine da un libro interessante che mi è capitato di leggere... Il Sopravvissuto, di Antonio Scurati.

 

Il mio insegnamento della storia dell'umanità, di questa lugubre, ripetitiva sciarada di immani distruzioni, futili al punto da non riuscire nemmeno a generare un'estinzione finale, al punto da fallire persino l'obiettivo minimo dell'autoconsunzione...

L'istituzione della scolarizzazione universale era nata nella seconda metà del XIX secolo come strumento di controllo delle ideologie sovversive e delle spinte centrifughe allignanti nella società di massa. I buoni e operosi borghesi, preda di un panico morale, avevano visto in ogni bambino il primo ribelle che avrebbe gridato alla rivoluzione, dando inizio ai saccheggi e alle barricate nelle strade con l'allegria dello scolaro in vacanza; in ogni ragazzo avevano visto il potenziale delinquente che li avrebbe derubati del loro giusto guadagno senza il minimo timor di Dio; in ogni scrofoloso figlio del popolo avevano visto la rabbia del derelitto che li avrebbe impietosamente sgozzati nel sonno come tanti maiali. Per tutelare l'ordine borghese dalla minaccia portata dalle masse popolari, sradicate e inurbate con la violenza della modernità, un'ideologia conservatrice si era allora inventata l'idea progressista dell'istruzione universale. Tutti a scuola, a imparare l'ordine sociale. L'insegnamento del male poteva essere contrastato solo con l'insegnamento del bene.

Al principio del secolo successivo, quello stesso slogan, "tutti a scuola!", era stato poi urlato anche dal fronte opposto, era risuonato anche in cima alle barricate. L'acculturazione delle masse era diventato un momento fondamentale della coscienza di classe, passaggio indispensabile all'emancipazione dall'oppressione di quello stesso ordine sociale che nelle intenzioni borghesi doveva, invece, servire. La rivoluzione adesso viaggiava sulla punta delle picche e tra le righe degli abbecedari. La rivoluzione era il fucile sulla spalla dell'operaio e il libro nella tasca della sua giubba rossa.

Infine, dopo la metà di quello stesso secolo, quando la marcia della storia aveva smesso il passo dell'oca per adottare quello dell'ubriaco, del suo grande avvenire alla scuola era rimasto soltanto il compito servile di fungere da improrpio ammortizzatore sociale. Adesso doveva fare da parcheggio temporaneo per milioni di ragazzi, in modo da ritardare il loro ingresso nelle liste di disoccupazione.

Postato da: Sharphead a 14:05 | link | commenti (7) |

sabato, 18 febbraio 2006

Qualcuno dice che la magistratura è troppo lontana dal pensiero della gente... GRAZIE A DIO! Ve lo immaginate voi un mondo in cui se la gente pensa che io abbia ucciso qualcuno io sono automaticamente colpevole? Non è immaginazione, QUEL MONDO SI CHIAMA AMERICA! SIGNOR MINISTRO CASTELLI... GRAZIE di avermi dato l'occasione di inalberarmi, di avermi dato l'occasione di fare un post, di avermi dato l'occasione di usare il grassetto, di avermi dato l'occasione di insultare ancora la Lega Nord!!!

 

No ma veramente però porco dio non si può essere così idioti da dire ste cose, cos'è vogliamo tornare al medioevo? Ah già, loro vogliono proprio tornarci, con quella storia dei comuni e degli angeli del focolare, nonché dell'uomo rude e senza un minimo di intelligenza...

Postato da: Sharphead a 12:53 | link | commenti (4) |

martedì, 14 febbraio 2006

Prima o poi devo chiederlo a qualcuno. Perchè esaltarsi tanto per un tipo che scia? Perchè fare di un uomo che si dà a un divertimento (adeguatamente retribuito? Pure troppo) il simbolo di una nazione? Perchè basare il proprio orgoglio nazionale sulle prestazioni di un misero essere? Perchè avere orgoglio di nazione, poi, quando di giorno in giorno la nzione peggiora sempre più, quando si ha una nazione che butta 8000 metri cubi all'ora di gas in una sciocca fiamma in piena crisi energetica? Ma tanto poi si può colpevolizzare la Russia, quei quattro straccioni che manco hanno uno sciatore decente, tanto fanno schifo. Io dico, ma che vi frega di tifare per uno che non conoscete, un'attività dalla quale non ricaverete alcun beneficio morale/materiale? E' una minchiata, e si vede... Contenti voi, contenti voi. Però mi sono rotto di avere un genitore perennemente attaccato alle olimpiadi durante la cena. Cristo, odio la tv spazzatura mentre mangio.

Postato da: Sharphead a 20:34 | link | commenti (9) |

lunedì, 13 febbraio 2006

Perchè quando a scuola si parla di fare un'occupazione sono l'unico che comincia ad accatastare i banchi e a raccogliere i ciocchi? Non è giusto che io abbia da vivere in una realtà così merdosa. Voglio la carica della polizia. Voglio i fumogeni. Voglio il culo del preside appeso sopra la porta della scuola con su scritto "coglione pisciasotto". E voglio SLC punk di "ricettatore" Picci come film alla prossima assemblea d'istituto. Basta vivere in un posto di merda in cui la gente manco sa come si scrive punk (davvero! E' grave cazzo!).

Postato da: Sharphead a 16:41 | link | commenti (1) |

mercoledì, 08 febbraio 2006

73 ore e 28 minuti.

Postato da: Sharphead a 13:24 | link | commenti (4) |

giovedì, 02 febbraio 2006

Ognuno ha ciò che si merita.

Odio questo luogo comune, è la frase più idiota che mi possa capitare di sentire.

Postato da: Sharphead a 14:07 | link | commenti (10) |

mercoledì, 01 febbraio 2006

imparo, imparo, imparo. Difficile credere a quanto si possa giungere a capire in dieci minuti di riflessione. Si parte da una piccola scintilla, e si giunge a pensare a un quadro completo del proprio passato e del presente. Riporterò di seguito una parte delle conclusioni tratte da me medesmo meco riguardo all'evoluzione della mia odio/persona, e quant'altro. Riflessioni e cagate.

 

in origine era l'odio. Puro, incondizionato, libero da ogni limite di razza, età, persona, sesso, etzetera etzetera. Poi arrivarono le prime misere eccezioni al mio odio, le persone che riuscivo a sopportare. Da ciò giunsi a quella che è la mia conclusione attuale, ovvero un piccolo taglio al mio odio, che nacque come unica alternativa alla morte certa e tuttora mi aiuta ancora a campare. Contemporaneamente mi sono ritrovato a pensare a una cosa però: quando comincerò a trattare le persone come si meritano di essere trattati? Non lo so. Probabilmente mai. Non sono capace di essere indifferente. Ho odio per tutti, ciò è innegabile, ma se non lo avessi me lo creerei, perchè non riesco a scendere sotto una certa soglia di fastidio donatami da questa allegra umanità che mi circonda, questa massa di imbecilli che ciondolano in giro di giorno in giorno senza uno scopo degno di tal nome, senza sapere cosa fare, senza apprezzare chi si dà da fare per rendere la loro vita almeno un pò meno schifosa. Gente che si fà perchè così "si diverte di più", ok ti capisco, ma nessuno ti ha mai detto che stai fottendo la tua vita e regalando soldi a qualcuno che se li merita quanto Bush meritò la sua carica alle passate elezioni? Gente che parla di Italia agli italiani quando abbiamo passato una vita a dire anche Etiopia agli italiani, Libia agli italiani e quant'altro. Gente che rispetta le proprie libertà e solo quelle. Come si fà a non odiare? il senso di ciò che leggo quotidianamente mi è oscuro, non solo gente che sostiene di non odiare, ma soprattutto gente che odia con una direzione ristretta. Come si fà a direzionare il proprio odio? Non mi ci è voluto molto a capire. Paura. E' questa la parola chiave. la paura muove tutti e tutto. Ma nonostante tutto continuo a pensare di essere io lo stupido, perchè non ho paura, se non di me stesso. Non ci sono avvenimenti, per quanto catastrofici, che mi facciano paura. Perchè il dolore non mi fà paura. Il perdere il controllo della mia vita non mi fà paura. Morti mia e di altri mi sono indifferenti. Solo di me stesso ho paura, ma non mi odio. Odio il resto dell'umanità, questo sì. Certo, ho dei picchi di odio per alcune persone e dell'assenza quasi totale per altre (poche), ma continuo a non capire come si possa aver paura. La mente umana è troppo complessa, io sono ancora un bambino, quindi non capisco (quando rileggerò, se mai rileggerò, mi renderò conto della mia orrida sintassi e mi chiederò chi mai avrà il coraggio di leggere e interpretare tutto ciò). Certo, una mente complessa pensa al passato, al presente e al futuro in termini molto ampi: pensa a una casa, a un lavoro, al bere, alla roba, ai figli, ai genitori, agli amici, ai parenti, ai propositi per il 2006 (la fiiiiiga, cit. n.d.s.). Mentre io invece, pur essendomi posto degli obiettivi precisi, non mi sono dato un arco di tempo per realizzarli. Quattro obiettivi precisi non a termine. Mi sembrano già tanti, per essere delle certezze. [http://canali.libero.it/affaritaliani/politica/AnmcontroBerlusconi.html no comment] Eppure tutti si opstinano a darsi degli obiettivi e dei termini, due cose che non vanno assolutamente d'accordo. Perchè complicarsi la vita, e non godersi i brevi attimi di felicità che ci sono concessi? Possibile che nessuno se lo chieda? Perchè non gioire del proprio odio, dei propri difetti, della propria diversità? Semplice, per la paura. Tutto è un circolo vizioso dal quale nessuno si decide ad uscire. E' orribile.

 

Ho scritto un'accozzaglia assurda di concetti che nessuno condividerà (semprechè qualcuno li legga), ma sono cazi vostri, questo è il mio blog quindi non scartavetratemi i coglioni.

Postato da: Sharphead a 15:35 | link | commenti (4) |