Riflessioni e Cagate... Sì è uguale
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I am the number 666 I am evil _ |
Un altro sbirro è morto, gloria allo skinhead.
Mai parole più adatte a quanto successo ultimamente sono state scritte.
20.05
quando mio padre morirà con dolore potrò ritenermi soddisfatto pienamente. Sarebbe davvero gratificante vederlo penzolare dal soffitto col volto tumefatto e violaceo, la lingua che sporge eccetera.
|-O
odio
DA
avatar.
Stamane ho avuto un doppio incontro con il passato. E' semplice vedere come in cinque minuti si possano reincontrare due persone magnifiche, e allo stesso tempo rendersi conto di quali potrebbero essere le proprie condizioni attuali se qualcosa fosse stato un pò diverso. Mr. C. Mr. J. Tempi antichi di casini andati, tempi antichi di vite da otaku. Chissà cosa sarà di entrambi loro, miei ex futuri possibili. Non voglio chiedermi cosa sarei ora, ma solo cosa sarà di loro.
[Declino - Ipocrisia di pace -> 5° braccio - ricambio umano] Nessuna parola buona stasera. Solo l'ennesima manifestazione di egoismo mio quanto degli altri, gesti meschini mirati solo a un infinito rinfacciarsi, per cosa poi? Sfogare la propria frustrazione su chi non può difendersi, o forse non vuole perchè prova pietà. Che schifo. Inutile dissenso verso tutto ciò, ribellione piena ma volta al fallimento, il massacro di ogni speranza, nessuna parola. Mi mancano quegli occhi, quella voce, capaci di placare il mio cervello. [Blue Vomit - Facile] Nulla. Tutto. Passo la mia giornata a rinverdire il mio odio nella flebile speranza che continui a tenermi a galla, anche dopo gli scossoni ricevuti. Perchè cambiare? Perchè NON cambiare? [Kollettivo - Lotta per il potere] Domande senza risposta si affacciano nella mia misera e meschina mente, che svuotata di sette parti di sé si ritrova solo con un qualcosa di definito e un vecchio incubo che non è sepolto e non lo sarà mai. Brucia. [D.D.T. - Vita organizzata] passo minuti a fissare un cursore che balla su una finestra con un unico messaggio, un barlume di vita, le mie ultime scintille di sanità mentale che si spengono senza parola proferire. Faccio girare un vecchio tape nella ricerca di qualcosa che mi dia vita. A Pakistani waiter, an orthodix Jew, a homosexual writer, but I couldn`t be you. A Nigerian doctor, a nurse in Taiwan, my dad`s a Muslim cleric, but I couldn`t be you... Questo testo, in memoria nel computer, mi riporta indietro a un antico orgoglio, parole di una forza andata, ricerca con un fine, uino scopo, portata giustamente a termine, ma mai finita. [C.B.A. - Live] Voglio morire e rinascere e ripetere tutto, per riassaporare i momenti felici e subire nuovamente gli smacchi morali che mi hanno formato fiero di essere un uomo distrutto, un uomo morto dentro, ma che ha da offrire ciò che le poche tante persone che lo stimano sanno amare. Fiero di essere stupido, fiero di essere scazzato, fiero di non avere una vita, fiero di essere un pecorone. [Kina Punk - Dio] La disperazione mi porta a pensare, come al solito. La mente vaga, vola sul passato. Enormi fitte di dolore mi solcano il cervello, così duro, lancinante, mi traffigge, mi taglia come una fredda lama d'aciaio male affilata. Momenti di follia, momenti di sangue, momenti di vita e momenti di morte, ferite e corpi riversi sul terreno, tagli, spari, gomme che stridono sull'asfalto, [Declino - Oppressione] una canzone triste, una canzone dura, un pugno nello stomaco, momenti di assenza e di presenza, scoperte piacevoli e scoperte orribili, la disperazione di una speranza infranta, il giubilo di una speranza esaudita, la vita in una città morta, la vita in una città viva, i cinesi, gli africani, gli italiani, i padani, Andrea Ferri, amici sinceri di oggi e di ieri, ricettatori, ladri, assassini prezzolati, velisti, un ciccione con una mente aperta, uno smunto dagli occhi tristi, uno svarione, due svarioni, tre svarioni, una trentatrè in una calda notte d'estate, l'arrivederci su una soglia mai varcata, altre speranza infrante, una chitarra che suona, un pazzo che sclera su una batteria col doppio rullante, un gruppo pietoso, un gruppo grandioso e ancora un gruppo pietoso, finti amici, gente dai capelli unti, una piadina, lo stomaco che conversa amabilmente con un suo simile nel momento meno adatto, Jake che scorreggia, Jake che mi dice "se non ci vieni ti ammazzo", io che scrivo queste parole. Flashback ma non troppo. Pensare al passato è consentito solo in momenti di particolare debolezza mentale.
Che due palle cazzo.
Non ne avrei voglia ma...
31 dicembre
Sveglia alle 6 circa, al solito resto a contemplare una schiena per qualche ora. Arrivano le dieci e qualcuno bussa alla porta dicendo che ha da fare le pulizie, e viene gentilmente mandato via dal medesimo. Circa a mezzodì si esce a fare colazione nel baretto dei vecchi che non bestemmiano, dopodiché si decide di trovare della pizza da portarsi in camera e mangiare la sera, esendo l'ultimo dell'anno. Si và al centro commerciale enorme fuori da Prato (mi pare si chiami i gigli o qualche nome orrendo del genere). Scopro di aver trovato un posto da odiare profondamente. E' il centro commerciale più orribilmente lussuoso che abbia mai visto. Dopo esserci stato dentro qualche minuto si compra il necessario per la sopravvivenza e si parte per lidi migliori (l'albergo), non senza notare che sul "tetto" del centro commerciale sono stesi dei poveri babbi natale senza vita. Si congettura che i suddetti siano deceduti in seguito a un tentativo di furto perpetrato in presenza di una persona particolare (che il giorno dopo confesserà di aver quasi sparato a un babbo natale di quelli, come da copione :'D). Diretti all'albergo, si consuma e si tira sera. Circa alle 22:00 pronuncio quella che sarà la frase del giorno: "porco il dio il mal di pancia". Assillante. Incredibilmente il suddetto non solo mi colpisce in forma inaspettatamente lieve, permettendomi di guardare blob e di conversare amabilmente con la mia amichetta, ma colpisce anche lei (sintonia), inducendomi pensieri riguardo la freschezza degli alimenti acquistati. Si tira mezzanotte parlando, e si và anche avanti. Si dorme.
1 gennaio
sveglia ancora prestiva, ancora fissare, con anche intorpidimento di braccio dimenticato allacciato a lei durante la notte. Si sveglia, si tira la mattinata, si esce a mangiare al bar vicino alla stazione, apparentemente l'unico aperto. Faccio l'enorme stronzata di prendere un panino, scelta che probabilmente condizionerà la mia salute fisica a lungo. Si esce e si torna, non senza notare sul percorso altri tre bar aperti (;_;). Si passa la giornata e si arriva a sera. Si và a vedere una persona che arriva in ritardo, e si passa la serata prima mangiando e poi girando in allegria alla folle ricerca di un bar aperto a mezzanotte.
Torniamo sull'argomento... Dov'ero arrivato... Ah sì
29 dicembre
Dopo la notte in bianco pensando alle ore che avrei passato più avanti, mi alzo alle sei, mi faccio un doccia, lavo i denti, mi prendo a ceffoni per tenermi sveglio (non sono ancora giunto ad usare la lama), mi vesto e parto alla volta della metro di Vimodrone. Reincontro il mitico Hitman (mi fissava! Che paura -_-). Giunto in stazione a Milano in solenne anticipo attendo pazientemente nel solito posto, in attesa del miracoloso intercity plus. Mi dirigo al suo interno, mi siedo e una signora di fianco mi distoglie dalla musica pronunciando delle simpatiche parole: "ehi, giovanotto, hai sentito? Il treno parte con un ritardo di quaranta minuti!". Vaffanculo ferrovie. Dopo i quaranta minuti previsti più cinque mi ritrovo a partire alla volta di Prato, per raggiungere la donna. Passo un viaggio tranquillo ascoltandomi qualche canzoncina leggera tipo incubo di morte dei negazione e dandomi a letture amene consistenti nei racconti di H P Lovecraft (sei il mio idolo solitario di Providence!). Giunto a Prato ritrovo i baci e gli abbracci, mi accomodo sull'automobile nell'attesa di verificare la frase "donna al volante pericolo costante", che mi sarà provata dalla frase: "Ma dove sto andando?". Giunti all'albergo realizzerò che ciò che sento sarà la frase del giorno: "Ecco, la mattina alle dieci passiamo a fare le pulizie, però seeeeeeeee.......................... siete............................ occupatiiiiiii................. possiamo rimandare di qualche minuto". Magnifica la faccia incredibilmente rossa di quell'uomo nel dichiarare ciò. Si passa il resto della giornata in allegria, con enorme scorno dei nostri stomaci, e poi si esce la sera a mangiare da Tonia, nella speranza di incontrare Mr. Fanne's (ebbene sì :°D). Passata la cena a disquisire sulla capacità della televisione di rovinare il gusto di un ottimo pasto e sottolineando la capacità dell'orrida musica dance di eliminare l'effetto della suddetta TV spazzatura si torna in albergo. Il resto è storia.
Per oggi basta scrivere -_-
Come non detto, 22.49 e sono ancora qua.
30 dicembre
Notte insonne, mi piglio bene alle sei di mattina e passo ore a fissare un viso. sono ormai le dieci di mattina quando un bussare alla porta induce la mia mente a distogliersi dalla mia compagna per fissarsi su un fattore esterno. Rimandato per qualche minuto l'impiccio, ci si alza e si và a magnare come dio comanda, ovvero in un bar random vicino Prato pieno di vecchi che purtroppo non bestemmiavano.Finito il primo pasto della giornata si gira scazzati per un pò, poi si torna in albergo. *omissis* si esce la sera verso le nove, e si và a trovare Nihola, il quale sta allegramente insultando della gente al telefono. Faccio finalmente conoscenza con Ares (che bel cane T_T violento al punto giusto), il quale con l'aiuto di Nihola ci delizierà per qualche minuto con magnifici versi che violenteranno ulteriormente i miei poveri addominali spappolati. Ci ascoltiamo i problemi di Nihola, commentiamo, guardiamo una buona parte del suo nuovo video (ancora incompleto) e poi lo lasciamo in preda alla furia. Passato ciò, si và a mangiare in una pizzeria in un luogo a rischio, e poi si torna in albergo. Punto.
14.15
Mi preparo a quello che sarà ricordato come "il post memorabile", non per lunghezza o simpatia, o intelligenza, bensì perchè mi richiederà sforzi IMMANI di concentrazione e memoria, cose che in genere mi mancano totalmente.
14.24
Comincio a scrivere qualcosina, su. andiamo con ordine.
27 dicembre
Ho tutte le prospettive adatte. Comincio a preparare il necessario (soldi? V lettore? V mutande? V spazzolino? V etc. etc.). Zaino pieno, tasche che contengono il necessario, un bel libro di H. P. Lovecraft in mano, che si dimostrerà degno di tutte le aspettative del caso. Sistemo le stringhe degli anfibi. Lavo e sterilizzo il coltello. Chiedo la digitale al vecchio, con la quale farò ben quattro foto, di cui due il giorno della partenza. Realizzo ora di non essere proprio per nulla un fotografo.
28 dicembre
Sveglia alle 6.50 minuti. Mi alzo con dolore dal letto nel quale ho passato l'ennesima notte insonne e realizzo che per almeno cinque giorni mi sognerò di giorno le dormite di almeno quattro ore. Mangio, bevo, mi vesto, "allaccio i miei anfibi e ho il cranio ben rasato", e mi dirigo con passo spedito verso la stazione di Morbegno. Alle ore 7:55 mi imbarco sul treno con cinque minuti di ritardo (i primi di una luuuuuuuuuunga serie di ritardi) e comincio ad ascoltare un pò di sana musica, divertendomi per l'ultima volta durante il viaggio a minacciare la gente con lo sguardo. Alle ore 09.35 sono in stazione a Milano, e comincia l'odissea per rintracciare icso, il quale inizialmente mi dà la metro sbagliata (mi indica la parte opposta di Milano :°D), ma io imperterrito riesco ad accalappiare un tipo il quale riesce a darmi le indicazioni giuste (che erano poi quelle che avevo percepito io dalle piantine della metro). Dopo aver truffato la stato giungo infine a Vimodrone, patria di icso, e comincio ad attendere in stazione dandomi al famoso giochino dell'"indovina se è chi stai aspettando" come da attesa tipica, ma senza Picci ed hiei ad allietare l'attesa reale (ma secondo voi quello è Biran? Ma sì, è sicuramente lui!). Dopo un pò di vecchi e una donna di colore (no, non può essere icso), vedo giungere finalmente lui. Devo ammettere che me lo aspettavo un tantino diverso, ma è sempre così con la gente che non si è mai visto, del resto. Ci dirigiamo a casa sua allegramente sotto la neve, sì, proprio la neve bella fitta, sì, a Milano, sì, è evidente che me la sono portata dietro io dalla valtellina cazzo. Una volta giunti a casa icso faccio conoscenza con la di lui famiglia, con la quale avrò il piacere di condividere il resto della giornata. Si fà della baldoria in teamspeak, dal quale deriverà la frase memorabile della giornata: "Denzel, te lo dico amichevolmente, andiamo al bar, ti offro qualcosa, vedi, ti sono amico... MUORI!". Si cerca di dare un via al povero PC di icso che non conosce l'uso di flash player né come si scarica, e dopo ore di tentativi rinunciamo definitivamente, con grande scorno del povero icso che non potrà godersi il mitico filmato di MGS3: crab battle (OLIOLIOOOOOOOOOOO!!!). Cenato, si finisce la giornata in un centro commerciale nel quale farò tre degli incontri della mia vita: incontrerò hitman, vedrò che le guardie dei supermercati girano con una 9, e vedrò la scena più orribilmente consumista che esista: Ronald McDonald vestito da babbo natale. Dopodiché dopo minuti di discussione accesa i genitori di icso e icso stesso mi convincono ad andare in albergo, minando le mie sicurezze economiche, ma convincendomi di aver fatto la cosa giusta nei confronti dei miei ospiti. Passo la notte ad ascoltare il casino che fà il condizionatore a muro, e i rumori di una Milano periferia che non dorme mai.
Oddio sono già le 15.25, rimanderò la scrittura a più avanti nel tempo.